Vivi la vita al meglio: elimina il vittimismo

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Vivi la vita con gioia

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Quando la vita ci costringe finalmente a prenderci cura di noi stessi

Vivi la vita al meglio! Come? Eliminando il vittimismo. La vita si svolge dall’interno verso l’esterno, pertanto non è ciò che accade a determinare la qualità della nostra vita, ma quale interpretazione diamo a ciò che accade, e quali scelte facciamo in merito. 

Inoltre chiedersi “Cosa devo comprendere da ciò che mi è accaduto?” ci aiuta a portare l’attenzione sul messaggio che ci arriva attraverso un evento. Purtroppo però, spesso non ci accorgiamo neanche che in ciò che è accaduto c’è un messaggio nel quale noi possiamo vedere qualcosa di positivo. Quindi spesso cadiamo nel tranello del vittimismo.

Quando sopraggiunge una malattia, un infortunio o un incidente è molto facile che si risvegli in noi il ruolo di “ vittima”.

Un sorriso al mattino

“Al mattino puoi decidere di essere vittima o vincitore. Entrambe le parole iniziano con la sillaba “ Vi”, ma il risultato nello scegliere l’una o l’altra è molto diverso. Tu quale delle due parole scegli?

Ti invito a riflettere sul fatto che se scegli di essere vittima deleghi gli altri a decidere al posto tuo, e ti neghi la possibilità di essere l’artefice della tua vita. Se invece scegli di essere vincitore la tua mente ubbidirà ai comandi che gli darai e si metterà in moto per realizzare i tuoi obiettivi.”

Dal mio ebook “ Come far entrare la felicità nella tua vita adesso e per sempre” che ti invito a scaricare gratuitamente.

Papa Francesco ha affisso sulla porta un cartello ideato dal dottor Salvo Noé, su cui é scritto: “Vietato lamentarsi”.

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Il vittimismo incoraggia ad essere passivi e a subire gli accadimenti della vita, convincendoci che non c’è nulla da fare per reagire.

Vi esorto a non cadere nel tranello del vittimismo e a diventare protagonisti del vostro futuro.

E’ il 23 luglio 2017 e mercoledì 19 sono svenuta per l’ennesima volta e sono caduta di peso sull’asfalto. La conseguenza é stata un trauma cranico lieve e lo spostamento e lussazione della clavicola. Un bendaggio-imbracatura  applicato alle spalle per tenere bloccata la spalla sinistra mi terrà compagnia per 20 giorni. Nel 1996 un altro svenimento ha avuto conseguenze molto  più gravi, tra cui il rimanere senza sangue al cervello per molti minuti e un intervento alla carotide molto complesso con ovvii attacchi di panico, ansia, paura di morire e varie. Da questa tragedia la mia vita è cambiata completamente in molto meglio, perché ho imparato ad abbandonare il ruolo della povera vittima che è molto comodo perché tutti si prendono cura di te.  Ma il rovescio della medaglia è che affidando la tua vita alle cure da parte degli altri ti disfi della tua volontà, dei tuoi obiettivi, della voglia e della capacità di migliorare, perché, tuto sommato ti sembra bello essere al centro dell’attenzione.

In questi giorni, dopo l’ultimo svenimento avrei potuto fare la vittima e sarebbe stato sicuramente bello che mia cognata e mio fratello venissero da Lucca per “accudirmi e coccolarmi”. Ma che impatto avrebbe avuto su di me la convinzione che io non sono temporaneamente indipendente, e che ho BISOGNO di qualcuno che cucini, che faccia la spesa, che mi aiuti a lavarmi i capelli eccetera? Ho deciso quindi di accogliere tutti i lati positivi che ci sono in questa situazione e mi sono rimboccata la manica del braccio destro, ( perché non posso utilizzare il sinistro per 20 giorni ah ah ah! ):

  • Posso mettere a posto tutte le foto che ho fatto durante il Cammino di Santiago e creare un video.
  • Posso scrivere degli articoli per il mio blog.
  • Posso meditare.
  • Posso concentrami maggiormente sul raggiungimento dei miei obiettivi.
  • Posso ordinare tutti i documenti che giacciono incasinatissimi nel mio Mac.
  • Posso stare comodamente stesa sul divano al fresco, a lavorare sul mio Mac
  • Posso riflettere per comprendere il significato di ciò che mi è successo.
  • Posso stare comodamente seduta sulla mia comoda chaise longue a guardare video che non ho mai il tempo di guardare.

Dobbiamo partire dal presupposto che nella vita accade tutto quando deve accadere, e che nulla accade per punirci. Se un evento come una malattia, un infortunio o un incidente ci porta a non poterci muovere, dobbiamo ringraziare l’Universo, perché ci sta regalando la possibilità di fermarci e di pensare a noi stessi, con tutta l’attenzione che meritiamo e che quando siamo in piena attività non ci diamo.

“Ti invito a riflettere sul fatto che tutto arriva al momento giusto nella vita, per permetterci di cogliere il messaggio che è destinato a noi, e di portare l’attenzione su ciò che è bene modificare lungo il cammino che stiamo percorrendo.”

Dal mio ebook “Come far entrare la felicità nella tua vita adesso e per sempre” che ti invito a scaricare gratuitamente. 

Viviana Pedone

 

 

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Vivi la vita al meglio

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