Il Cammino di Santiago del Nord. Insegnamenti ricevuti

Un tratto del Cammino del Nord sulla spiaggia di Laredo

Lecce 1 agosto 2017

Riflessioni, intuizioni, insegnamenti e lezioni ricevuti. 

Prima parte

Il Cammino di Santiago sorge su un percorso molto più antico di quanto possiamo immaginare, che solitamente le coppie facevano per avere un figlio. Era legato alla fertilità, e il simbolo di questo Cammino era la Conchiglia. La conchiglia rappresenta i genitali femminili, rappresenta il femminile come essenza creativa. Quindi l’idea della fertilità non solo legata al parto di un bambino, ma al parto di qualcosa che abbiamo dentro e che ha bisogno di uscire, quindi qualcosa che riguarda un’energia estremamente creativa. E’ un Cammino che si fa proprio per creare, per partorire qualcosa di nuovo, legato comunque all’essenza del femminile, perché l’energia creativa é essenzialmente un’energia femminile, la Kundalini. 

di Maura Gigliotti, insegnante di Yoga-Tantra



Conchiglia simbolo del Cammino

La conchiglia, simbolo del Cammino di Santiago

 

Approfondendo queste notizie che Maura mi ha gentilmente trasmesso, ne ho trovate altre:

Il simbolo della conchiglia

Le conchiglie sono oggetti amati quasi da tutti, sparse sulle spiagge, come gioielli di mare che da sempre bambini e adulti raccolgono. Pochi sanno, tuttavia, che per gran parte della storia, le conchiglie ebbero un ruolo fondamentale per l’uomo, vennero utilizzate in tutti i campi, dai soldi all’arte. Gli uomini primitivi dell’età della pietra utilizzavano le conchiglie per decorare i loro gioielli, case e barche. In molti paesi tropicali, le tribù utilizzavano le conchiglie come moneta di scambio. Gli Inca seppellivano delle conchiglie con i loro morti. Nel corso della storia, architetti e artisti incorporarono nelle loro opere svariati simbolismi tra cui appunto la conchiglia. Tra le rovine a Pompei, vennero trovate conchiglie usate per decorare le statue delle divinità.

Il risultato di queste antiche usanze fu che le conchiglie vennero assorbite nel nostro inconscio collettivo come simbolo positivo.

Nei miti greci e romani le conchiglie erano un simbolo di prosperità, di rinascita e, se associate al mare, indicavano la fonte della fertilità. Tutti proveniamo dal mare, la conchiglia divenne così simbolo del grembo materno e della nascita della dea Venere o Afrodite.

Per questo motivo, la conchiglia rappresentò la divinità femminile nel culto pagano, e venne associata all’amore, alla nascita, alla riproduzione.

Nella mitologia romana si dice che, Venere, la dea dell’amore e della fertilità, venne creata dalla schiuma portata a riva sulla cima di una conchiglia. Molti dipinti rappresentanti la Venere raffigurano quindi una conchiglia per identificarla. Un esempio classico è “La Nascita di Venere” del Botticelli.

 La conchiglia è legata al famoso Cammino di San Giacomo (anche conosciuto come “Il cammino di Santiago”), uno dei pellegrinaggi cristiani più importanti in epoca medievale, insieme a Roma e Gerusalemme.

“La conchiglia è il simbolo tradizionale di Giacomo, figlio di Zebedeo, ed è popolare tra i pellegrini lungo il Cammino di San Giacomo verso il santuario dell’apostolo, a Santiago de Compostela in Spagna. I cristiani medievali che intraprendevano il pellegrinaggio al suo santuario indossavano spesso il simbolo della conchiglia nei cappelli o nei vestiti .. “

Pochi sanno che il Cammino di San Giacomo venne costruito sulle rovine di un percorso sacro, molto più antico. Il pellegrinaggio serviva per favorire la fertilità e veniva percorso dalle giovani coppie che desideravano avere un figlio. Fedele al suo antico significato, si narra che i pellegrini portassero con se una conchiglia. I cristiani continuarono questa tradizione in parte, ma dedicarono il percorso a San Giacomo.

Il simbolo pagano della conchiglia è dunque incastonato nell’inconscio collettivo. Ha sempre avuto delle connotazioni positive.

di Roberta Montanaro

DA POBENA A CASTRO URDIALES 1

Il Cammino del Nord, tra Pobena e Castro Urdiales

 

Gli insegnamenti ricevuti e le lezioni di vita

apprese durante il Cammino di Santiago

Tanti ti anni fa non sapevo esattamente quale fosse la mia missione in questa vita. Fu in seguito ad una tragica esperienza vissuta nel 1996 che iniziai a capire che tutto quello che mi era successo mi motivava ad aiutare gli altri a vivere meglio, condividendo tutti i messaggi che mi erano arrivati durante quei drammatici mesi.

Dopo aver compiuto una parte del Cammino di Santiago del Nord, a giugno 2017, da sola in mezzo a boschi, montagne, spiagge infinite, mucche, cavalli, capre, galline, daini, panorami mozzafiato, in totale comunione con la Natura, Madre Terra e con Dio, ho sentito una volontà ben chiara e definita, di dare piuttosto che chiedere o addirittura  pretendere, e di contribuire meglio che io possa affinché la pace si propaghi il più possibile.

La gioia, la pace, la serenità e la felicità che ho provato durante il Cammino mi hanno dato la certezza che quando ci sentiamo Uno con  Dio e ne sentiamo la presenza, nel nostro cuore sboccia la felicità che trasmettiamo anche agli altri. Il Cammino è stato per me un’esperienza profondamente mistica e trasformativa, che ha cambiato profondamente la mia essenza e la mia vita. Spero che quello che Vi racconterò possa aiutarVi a vivere meglio e a comprendere i messaggi che spesso passano del tutto inosservati, per migliorare la qualità della vostra vita.

Molti anni fa ho iniziato a desiderare di fare il Cammino di Santiago, e ho comprato un libro per documentarmi, ma questo libro è rimasto a riposo tra le centinaia di libri che ho, fino ai primi di maggio di quest’anno (2017), quando ho sentito che era arrivato il momento giusto per vivere questa meravigliosa esperienza. Non sapevo neanche che ce ne fossero diverse varianti. Pensavo che fosse un unico sentiero. All’inizio volevo abbinare questo Cammino ad un’altra esperienza che mi frulla per la testa da diverso tempo: una settimana presso Plumvillage, comunità di monaci e laici nei pressi di Bordeaux, nella quale il monaco e maestro zen Thich Nath Hanh vive e insegna l’arte di vivere in “consapevolezza”. Per questo motivo ho deciso di partire in macchina, anche perché volevo fare un giro della Spagna del Nord con una mia carissima amica. Quindi ho prenotato il traghetto per Barcellona, 4 giorni prima di partire, senza però prendere informazioni sul Cammino. L’unica cosa di cui ero sicura era che mi sarei fermata 2 giorni a Barcellona e che avrei concluso la mia vacanza con gli ultimi 150 chilometri del Cammino di Santiago, per poi arrivare a Finisterre in autobus. E poi chissà !! Tutto da vedere. Non immaginavo che la vita mi avrebbe portato a modificare completamente i miei programmi.

E’ mia consuetudine non programmare nulla e decidere cosa fare solitamente ( se va bene ) 2 giorni prima, ma di solito il giorno prima, o addirittura il giorno della partenza. Questo mi offre la libertà di poter cambiare programma all’ultimo momento, se mi si presenta un’opportunità che mi attira di più. 

Una delle poche indicazioni ben fatte lungo il Cammino del Nord

INDICAZIONE Cammino Santiago

 

Il 15 maggio sera sono quindi partita per il mio primo viaggio da sola, in macchina, da Roma, destinazione Civitavecchia, dove avrei preso la nave per Barcellona, affrontando un viaggio di 20 ore. La cosa che avevo molto chiara in mente era che volevo fare un viaggio spirituale, da sola con me stessa, e sentire cosa sarebbe arrivato dentro di me. Sentivo che c’era qualcosa di grosso che si muoveva in pentola, ma non sapevo cosa. Quindi ho giusto preso un piccolo quaderno per annotare le tappe che avrei fatto, in maniera da ricordare i nomi delle località visitate. Non immaginavo che questo viaggio sarebbe stato un’esperienza profondamente mistica che avrebbe ulteriormente cambiato la mia essenza e la mia vita. Nel momento in cui ho caricato le valigie in macchina ho sentito che stava iniziando un percorso spirituale importante, ma quanto profondo proprio non avrei mai potuto immaginarlo. Se avessi saputo cosa mi aspettava durante questo viaggio, avrei portato una videocamera e un grande quaderno, che sarebbe poi diventato il mio diario, per scrivere e annotare tutte le sensazioni, le fortissime emozioni, le intuizioni, gli insegnamenti  e le esperienze non sempre facili che questo VIAGGIO mi ha portato a vivere.

Prima di partire non mi sono neanche preoccupata di preparare il fatidico zaino, con tutti gli oggetti indispensabili per il Cammino. Avevo solo visto qualche video su Youtube, girato da qualcuno che aveva già vissuto questa esperienza, e dava qualche consiglio su ciò che era assolutamente indispensabile, piuttosto che utile o addirittura inutile mettere nello zaino da incubo. Lo zaino doveva pesare massimo 10 chili, meglio ancora il 10% del proprio peso corporeo. Io non solo non ho scelto cosa portare, ma non ho comprato neanche uno zaino adeguato, perché avevo deciso di chiedere il trasporto da un albergue all’altro; cosa che poi, peraltro, non ho messo in pratica ! Ho preso quindi da casa uno zaino che avevo ricevuto qualche anno fa con i punti della spesa fatta al supermercato. Dato che avevo deciso di partire in macchina ho messo in valigia una valanga di roba che poi ovviamente non ho utilizzato. Che adrenalina! 

Ma la vita mi ha fatto cambiare quell’infinitamente basico programma che avevo fatto, e invece di andare a fare una settimana di meditazione a Plumvillage, dopo essere stata a Barcellona, le mie tappe sono state Ibiza e Formentera, il che ha creato dubbi e perplessità nei miei amici che non vedevano il nesso tra Plumvillage, il Cammino di Santiago e le Baleari. 

La vita mi ha presentato su un vassoio queste stupende isole perché io dovevo comprendere che la spiritualità è dentro di noi, e non abbiamo bisogno di andare in un centro spirituale a meditare, se il nostro intento è quello di compiere un viaggio dentro di noi. Anzi l’interiorizzazione è stata molto più profonda e potente, perché mentre io ero in giro da sola, a piedi o in motorino per Ibiza e Formentera, non vedevo nessuno all’infuori di me. Ero con me stessa e basta. Anzi ero anche “dentro” me stessa, e ho compreso che non è il luogo che ci fa staccare la spina. In qualsiasi luogo e con chiunque ci sta attorno possiamo entrare dentro di noi, e in comunione con Dio, con la Natura, con la Madre Terra e con l’Universo.

Vorrei condividere con voi molti messaggi e insegnamenti che mi sono arrivati durante il Cammino, pertanto vi invito a leggere tutte le puntate del mio mistico Cammino, che, come spero, vi daranno molti spunti di crescita.

Con AMORE.

Viviana

 

Fine della Prima parte

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Il Cammino di Santiago del Nord.

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