La mia storia ti renderà libero 

– prima parte –

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Ciò che sto per raccontarti può esserti molto utile e può aiutarti a trasformare la tua vita, quindi ti invito a leggere attentamente.

La tua crescita personale è il mio SERVIZIO.

E’ il 4 novembre 2016. Al rientro da un ritiro sul silenzio sento il bisogno di raccontare la mia storia perché può essere d’aiuto a molte persone, condividendo particolari esperienze che ho vissuto, di cui pochi sono a conoscenza. Questi eventi mi hanno donato delle capacità particolari che aiutano i miei simili a trovare la propria strada e a mettere in pratica i propri talenti e le proprie qualità, condividendole con la comunità, per il bene di tutti.

Prima di condividere tutto questo con i miei simili ho sentito il bisogno di poter offrire un aiuto concreto, e per questo motivo per 20 anni ho studiato e approfondito gli argomenti di cui ti parlerò in futuro e che ti aiuteranno ad essere felice. Ora mi sento pronta a farlo.

Tutto ciò che mi è successo dal 1996 ad oggi mi ha portata ad avere una capacità di entrare nell’anima delle persone con cui mi rapporto, e di vedere dettagli che mi mostrano la strada verso la soluzione del loro malessere sia fisico che emozionale.

Sono convinta che nulla avviene per caso, e che tutto ciò che ho vissuto ha una motivazione ben precisa: quella di portare a compimento un SERVIZIO importante ai miei simili. (Chi si fa servo è colui che per amore risponde ad una chiamata, ad una missione; non è altro insomma che rispondere all’eterna vocazione che Dio fin dal principio ha dato all’uomo. – da “Il servizio cristiano”, IV Assemblea Nazionale ALAM – Collevalenza 2005).

La vita è incredibilmente meravigliosa e perfetta perché tutto accade quando deve accadere e nel modo in cui deve accadere.

Nel 1996, a causa di uno svenimento provocato da stress sono caduta battendo con la carotide sinistra sullo spigolo di un mobile. Questo violento trauma mi ha lasciata inerme per molti minuti, durante i quali la morte é rimasta accanto a me, ma, a quanto pare, il SERVIZIO che dovevo portare a compimento era di rilevante importanza.

Ricordo perfettamente tutto quello che é successo fino al momento in cui sono caduta in avanti sbattendo la testa contro un grande televisore e buttandolo per terra, mentre la mia carotide sinistra si chiudeva per il violento impatto, impedendo al sangue di arrivare al mio cervello. Questo stato di assenza da tutto ciò che potesse essere vitale è durato molti minuti, fino a quando, dopo l’intervento di un medico, di una prima ambulanza e di una seconda ambulanza per gli stati di emergenza, che cercavano disperatamente di riportarmi in vita, io mi sono svegliata, ma avevo una sensazione di malessere profondo, perché il mio cervello non era in grado di compiere il meraviglioso lavoro che esegue in situazioni normali.

Stavo sopravvivendo con il 30% della quantità di sangue che occorre per vivere normalmente.

Considero quella tragedia la mia seconda nascita. E’ come se la Viviana precedente fosse morta, per dare vita ad una nuova Viviana che doveva iniziare un percorso che la mettesse in condizione di condividere con tutti quello che le era stato trasmesso in quei tragici momenti di assenza di connessione alla vita.

In tutti questi anni, dal 1996 ad oggi, la mia conoscenza e la mia comprensione  si sono arricchite, grazie ad una sete insaziabile di nozioni, di notizie, di approfondimenti riguardo alla vita: volevo capire chi sono. mi aveva strappata alla morte che sembrava volesse prendere il sopravvento.  Volevo capire perché la vita aveva vinto sulla morte. Volevo capire  quale messaggio era nascosto dietro a quell’avvenimento inatteso che aveva quasi interrotto il corso della mia esistenza.

In quei momenti ho compreso che avevo un SERVIZIO da assolvere, e il termine “ SERVIZIO “ mi si ripresenta  in   varie occasioni, per ricordarmi che ho un dovere da portare a compimento.

Tutto quello che è successo in seguito è la conferma del mio COMPITO.

Il 13 ottobre del 1996, quando sono stata ricoverata in ospedale, attaccata alla vita attraverso un filo,  ha avuto inizio un periodo durante il quale la paura di morire mi provocava continui attacchi di panico, angoscia, inquietudine.

Un atroce mal di testa dovuto all’ occlusione della carotide e al limitato flusso sanguigno verso il cervello mi ha accompagnata fino al 21 marzo 1997, giorno in cui sono stata operata d’urgenza, in quanto l’occlusione che si era creata nella carotide, con la pressione sanguigna stava arrivando al cervello, e le conseguenze avrebbero potuto essere letali. Quindi, sicura di non sopravvivere a quell’operazione, prima di entrare in sala operatoria avevo fatto la Comunione.

Durante l’intervento che hanno dovuto effettuare da sveglia, in quanto non potevano somministrarmi l’anestesia, ho sentito dire: “ la stiamo perdendo”!

Mi sembrava la scena di un film, ma l’attrice principale in quell’occasione ero io!

 

Sono sicura che il COMPITO che mi era stato assegnato durante gli interminabili minuti in cui ho lottato tra la vita e la morte dopo lo svenimento, ha fatto sì che io sopravvivessi a quel lunghissimo intervento fortemente invasivo che mi ha permesso, dopo un periodo di rianimazione, di riprendermi, molto lentamente, e con grande sofferenza e incredulità.

La mia nuova Viviana era molto diversa dalla precedente. Aveva finalmente voglia di prendersi cura di se stessa e di lavorare su se stessa per comprendere il senso di tutto ciò che era successo.

 

Da shoppinghista compulsiva, arrogante imprenditrice di successo, perennemente stressata e imbronciata, amante del lusso e di tutto ciò che la potesse tenere lontana dal rendersi conto della sua infelicità, scaricandone la colpa sugli altri, doveva lasciare il posto alla nuova Viviana, spirituale, umile, accogliente, con una profonda capacità di ascoltare, di comprendere la vera essenza della persona che ha davanti, e di percepire il malessere profondo insito nell’essere umano, e la capacità di comprendere la strada migliore da percorrere per mettere in azione il meglio di sé.

In quel momento di passaggio tra il vecchio e il nuovo, 20 anni fa ha avuto inizio il mio percorso di crescita personale, spirituale e professionale, che non finirà mai, nella piena consapevolezza che tutto ciò che avrei appreso lo avrei dovuto trasmettere ai miei simili per compiere la mia missione.

Nella seconda parte ti racconterò gli eventi che mi hanno trasmesso le mie particolari capacità.


Ti saluto con un sorriso. Viviana

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